Codice di etichettatura delle uova

Ecco come leggere il codice di tracciabilità delle uova, per conoscere origine geografica e metodo di allevamento
di
Redazione
- 10 febbraio 2012

Uova ancora al centro di scandali alimentari. Dopo l’allarme per la contaminazione alla diossina scattato un anno fa in Germania, ora preoccupano le uova di gomma scoperte in Cina. Diventa sempre più importante, quindi, conoscere la provenienza, il tipo di allevamento e i mangimi utilizzati.

Per chi vuole sapere esattamente da dove arriva la sua frittata, ecco qualche indicazione su come leggere il codice che, secondo le normative europee, deve essere obbligatoriamente stampato su ogni guscio della confezione.

Generalmente in cucina arrivano solo le uova di categoria A, le cosiddette “fresche”. Le B, denominate “seconda qualità”, sono destinate all’industria alimentare.

Il codice serve a capire l’origine geografica dell’uovo e il tipo di allevamento in cui è stato deposto. E in certi casi anche il tipo di mangime dato alla gallina: se questo è biologico, deve essere specificato. Sotto il codice, può essere, facoltativamente, stampata anche la data di scadenza.

La prima cifra del codice è proprio quella che identifica la tipologia di allevamento:
0= allevamento biologico: l’animale è libero, un terreno coltivato a biologico e gli vengono dati mangimi biologici (integrati con al massimo un 20% di mangime tradizionale).
1= allevamento all’aperto: le galline possono razzolare all’aperto per almeno alcune ore al giorno. 2= allevamento a terra: le galline sono chiuse in capannoni dove possono, però, razzolare liberamente.
3= allevamento in gabbia: le galline sono rinchiuse all’interno di capannoni, in batterie a densità tra le 16 e le 18 animali per mq. Le uova vengono deposte su un nastro trasportatore.

Poi segue la sigla del Paese di produzione: le uova di categoria A sono per la stragrande maggioranza prodotte in Italia. Se lo Stato di produzione è al di fuori della Comunità europea, sulla confezione si troverà semplicemente scritto “sistema di allevamento indeterminato”.

Seguono la cifra che identifica il Comune di allevamento, secondo il codice Istat, e la sigla della Provincia di appartenenza. L’ultima cifra, invece, è corrispondente al codice del singolo allevamento di deposizione.ma.mo.

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